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Il
saccheggio del suolo attorno a Milano
Oggi in
Italia e in particolare nella “Padania” i consensi
vengono generalmente coltivati esasperando le paure e l’insicurezza causate dalla criminalità e
dal nemico di
turno.
E anche
se di tanto in tanto le statistiche ufficiali indicano che
la criminalità sta diminuendo, tutti i media più diffusi
finiscono con l'esasperare le paure
ed allargare il consenso per la tolleranza zero, distogliendo
nello stesso tempo l’attenzione dei cittadini dagli
effetti della speculazione edilizia e dall’aumento
dell’economia sommersa.
Nel suo
libro “Il malessere della città: finanza immobiliare, e
inquietudini urbane”
(*) Mario De Gaspari, sindaco di Pioltello per due legislature
(1997 – 2006) e consigliere della Provincia di Milano
dal 2004 al 2009, mostra come il suolo, il bene più
prezioso di una comunità, una volta usato è perso, mentre
la speculazione e la rendita che si sostituiscono ad esso,
attraverso la minimizzazione dello "spazio
pubblico" contribuiscono a far estinguere ogni
desiderio della cittadinanza di partecipare al governo della
città.
E
quando si perde il legame organico tra il territorio e la
comunità dei residenti, la città smarrisce la propria
anima, i luoghi perdono il loro significato
storico/affettivo e resta solo il loro valore monetario.
Lo
scritto di Mario De Gaspari mette in evidenza con
particolare efficacia la commistione tra
amministratori e imprenditori per utilizzare il territorio
attorno alla città non per il bene comune, ma per
operazioni immobiliari con valore esclusivamente
finanziario.
Ma
oltre l'analisi critica estremamente dura, imposta dalla
realtà trattata, il libro contiene contiene anche alcune
pagine che restano
impresse per la loro straordinaria
leggerezza e semplicità, come quella di cui
riportiamo qualche stralcio qui di seguito a testimonianza
dell’affetto quotidiano che dovrebbe costantemente legare un sindaco alla
città che lo ha scelto.
“Non
ci sono soldi. Perché? Pare difficile dare una risposta
soddisfacente a questo paradosso. Perché nelle nostre città,
pur in presenza di uno sviluppo immobiliare così impetuoso,
si fatica a rattoppare le buche nelle strade? …
…. La risposta sta nella metodologia stessa che prevale
ormai da tempo nella gestione amministrativa dei comuni
italiani. La cattiva manutenzione del bene pubblico è solo
l’aspetto più appariscente di una preoccupante assenza di
programmazione e del modo in cui vengono prese le decisioni.
Il fatto che l’attività urbanistica si realizzi ormai
quasi esclusivamente attraverso singole operazioni
immobiliari, programmi integrati e accordi di programma, non
può non avere effetti sulla gestione complessiva del
sistema urbano. …
...
Ogni
amministrazione fa così la sua parte, nella finestra
temporale che le è concessa, magari destinando una parte
delle risorse acquisite, alla manutenzione straordinaria
della città invece che a nuovi investimenti, mentre la cura
quotidiana della città, che richiede necessariamente un
flusso di risorse costante e adeguato viene del tutto
trascurata. …
… Il vecchio adagio, ci sono le elezioni e si
asfaltano le strade, ha quindi una sua verità cogente:
la manutenzione delle strade non è più un fatto ordinario,
necessario, normale e quotidiano, ma un’operazione
straordinaria, con la quale la pubblica amministrazione
cerca di riconciliarsi con la cittadinanza in occasioni
particolari. …
(*)
ExCogita Editore, Milano 2009 <http://www.excogita.it>
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