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La
lista civica "Segrate
Domani"
intervista l’ex assessore Bruno Rindone
SD:
Bruno, sei stato Assessore all'Ambiente ed all'Ecologia per
più di un anno: come valuti il lavoro svolto?
BR:
Il mio lavoro non è stato poi così importante, poiché ho
potuto fare meno di quanto avrei voluto. Di certo la parte
più nota ed evidente è stata la promozione della Raccolta
Differenziata (che arriva oggi al 52% del totale) che ha
portato il suo contributo e miglioramento alla gestione dei
rifiuti. Ma sono finito in un ambiente in cui non si sa
nulla di sostenibilità, e le decisioni sulle pianificazioni
non sono prese in modo organico e tantomeno condiviso. Ad
esempio alla prima seduta della giunta è stato presentato
il PII sul Golfo Agricolo: prevedeva 40 costruzioni e un
campo da golf. Il progetto non era stato condiviso con il
PD, che per altro era molto debole e diviso al suo interno
su questo punto. E' quindi successo che hanno prevalso
in queste decisioni gli interessi economici privati. E' solo
grazie alla mobilitazione pubblica che il progetto è (per
ora) fermo.
SD:
Eccoci subito su un punto caldissimo: il Golfo Agricolo.
Cosa puoi raccontarci?
BR:
A suo tempo il sindaco mi ingiunse di non partecipare
all'assemblea cittadina organizzata da Stefano Volante
sull'argomento per impedirmi di condividere coi cittadini
la mia disapprovazione sul progetto di edificazione. Da
quel momento mi fu chiaro che dietro tutte le iniziative
del sindaco riguardo al Golfo Agricolo c'è sempre la mano
di Cantoni, proprietario del terreno. A mio avviso gli
850.000 m2 del Golfo Agricolo sono alla base di
una nuova concezione del vivere assieme, di prendersi cura
dell'ambiente e del territorio. La cintura verde dei parchi
attorno a Milano è davvero una delle poche cose che può
collocare il nostro capoluogo al pari delle grandi metropoli
europee, e Segrate è la cerniera tra questi parchi. Se si
dovesse cementificare questa zona allora la cintura verde,
che è un elemento fondamentale per il benessere e la salute
dei nostri figli, verrebbe interrotta. E' questo a mio
avviso il punto da cui dovrebbe partire ogni discussione in
merito al destino del Golfo Agricolo.
Purtroppo però fino ad ora l'amministrazione del
territorio di Segrate è stata affidata a persone che non
sono in grado di valorizzarne le qualità. Non bisogna
concedere appalti agli speculatori, bisogna investire in
qualità, presentare un progetto alternativo. Il numero di
costruzioni è sceso da 40 a 20 solo in seguito alla
pressione della cittadinanza presente ad una Assemblea
Pubblica. Questa sarebbe pianificazione del territorio? O è
piuttosto improvvisazione?
Questo non vuol dire che non si possa costruire all'interno
del Golfo Agricolo. Ad esempio se si facessero pochissime
residenze signorili della più alta qualità, costruite in
simbiosi col parco, si potrebbero vendere abitazioni da
10.000 euro/m2, e questo potrebbe appagare
qualsiasi ingordo speculatore, preservando il Golfo Agricolo
e la sua manutenzione. Non è nella quantità dei m2
costruiti che bisogna investire, ma nella qualità.
SD:
Su questo punto c'è molta confusione. La proprietà
(Cantoni) può però fare di quel terreno quello che vuole?
BR: Assolutamente NO! Chi parla dei diritti di
Cantoni sul Golfo Agricolo non sa quello che dice, o è di
parte o è parte in causa della speculazione ai danni
dell'ambiente e dei cittadini. Va subito messo in chiaro
nella maniera più categorica che Cantoni non ha alcun
diritto per costruire su quel terreno se non, al più,
un'azienda agricola poiché il Golfo Agricolo è appunto
destinato all'agricoltura. Spetta esclusivamente al Comune
decidere se e cosa si può costruire su quel terreno. Se
questa destinazione d'uso cambierà è perché il Comune
ed il sindaco hanno preso questa decisione e se ne dovranno
assumere le responsabilità. In secondo luogo poi, anche
qualora la destinazione d'uso dovesse cambiare, spetta
sempre al Comune approvare i singoli progetti che vengono
presentati e decidere se conferire o meno la licenza
edilizia, quindi è anche responsabile di cosa
viene costruito su quell'area. Il famigerato campo da
golf non si può considerare “verde a disposizione dei
cittadini” per molti motivi, primo tra tutti non è
pubblico. Il Comune dovrebbe innanzitutto chiedere al
costruttore un progetto completo, che tenga conto di ogni
aspetto e quindi approvarlo solo se incontra le necessità
del territorio e dei cittadini (non solo quelle del
costruttore) e, se quel progetto viene approvato,
costringere il costruttore a rispettarlo.
SD:
Ma quindi perché il sindaco si fa tirare così tanto la
giacchetta?
BR: Alla fine, il discorso è purtroppo molto
semplice: Cantoni è un pezzo grosso del PDL che ha
partecipato ai finanziamenti per la campagna elettorale,
e quindi preme sul nostro sindaco che è ben lieto di
accontentarlo, in barba al verde ed al volere dei cittadini.
Questo per incassare subito gli oneri di urbanizzazione,
ma anche questa è una mossa sbagliata.
SD:
In che senso è sbagliata?
BR: E' indice di miopia e di una grave mancanza di
professionalità. E' sotto gli occhi di tutti quanti
cantieri siano ora aperti a Segrate... e non si sa neppure
se o quando mai verranno chiusi! Vedi ad esempio la storia
del Progetto Santa Monica. Non sarebbe meglio chiudere
quello prima di edificare altrove? Ma lì il progetto è
diverso: i rallentamenti sono voluti, per far spostare la
parte di edilizia convenzionata verso quella libera e
commerciale.
Ma
non è solo questo, il resto è incapacità, perché
ci vogliono delle capacità per poter guardare al futuro. Ad
esempio l'attuale amministrazione non ha considerato che
costruire più case significa anche avere più auto, e
quindi dover adeguare le strade e dover fornire più servizi
al numero crescente di abitanti. Tutte cose non considerate,
e già a Segrate ci sono interi quartieri che lamentano
questi problemi. L'esperienza non insegna? Questa è la
dimostrazione che l'amministrazione non ha la più
pallida idea di come gestire il suo territorio. E non a
caso l'assessore al territorio si occupa di edilizia
privata.
SD:
Quindi la tua è una totale bocciatura dell'attuale
amministrazione ?
BR: Direi di sì. Anche come investitori e
capitalisti sono molto scarsi. Si tratta di semplici calcoli
di costi-benefici. E non vedo nessuno che sia attualmente in
grado di farli in modo completo ed oculato. Ma tutto questo
giova alla vicina Milano, a cui fa comodo che i Comuni
limitrofi siano gestiti da amministrazioni scadenti e ne
diventino quindi vassalli.
SD:
Forse è meglio cambiare argomento... La viabilità a
Segrate: manca del tutto?
BR:
Tutt'altro!
È decisamente troppa. Oltretutto è pensata
davvero male in quanto non tiene minimamente conto delle
necessità di spostamento dei cittadini, si integra poco o
nulla con il territorio o con gli altri progetti che
dovrebbe servire. Anche l'inevitabile fusione con la
viabilità dei paesi vicini è caotica e mal gestita.
Prendiamo il caso BreBeMi: siamo stati l'unico Comune
colto completamente impreparato, come se la cosa ci
fosse caduta in testa dalla sera alla mattina mentre il
progetto è nato quasi 30 anni fa! Così tutte le decisioni
in merito, in questo caso anche la delocalizzazione di
Tregarezzo, sono state prese letteralmente in un quarto
d'ora, con quello che ne consegue. Basta confrontare la
nostra situazione con quella dei Comuni limitrofi: anche il
nostro Comune avrebbe potuto ottenere moltissimo in quanto a
compensazioni, non solo ambientali ma anche economiche!
Invece il nostro sindaco non ha chiesto nulla per i
cittadini. Inoltre la BreBeMi, essendo appunto un
progetto molto vecchio, è già satura prima ancora di
partire e stravolgerà completamente il territorio
segratese.
SD:
Altro punto saliente: le rotte aeree e l'azzonamento
acustico
BR: Avrei voluto occuparmi di questo ma non ho mai
avuto dal sindaco le deleghe necessarie che ho
richiesto, ed ho dei sospetti riguardo all'ostinazione con
cui mi sono state sistematicamente negate. Ha voluto fare
tutto Alessandrini in prima persona. Per l'azzonamento
acustico inizialmente si era accettato di valutare le
stime solo come primo passo dell'analisi, a cui avrebbe
necessariamente dovuto seguire quello della validazione
tramite le misurazioni effettive, che però non sono mai
state fatte. Essendo stime sono intrinsecamente errate, per
definizione, e sono inquinate dal desiderio di chi le sta
facendo di avere un risultato piuttosto che un altro. Come
Professore di chimica boccerei ogni alunno che non abbia
chiaro in mente questi concetti basilari. Per questi motivi l'attuale
azzonamento acustico non ha alcuna attinenza con la realtà
o rilevanza, soprattutto rispetto all'urbanistica.
In questo caso lo scopo è tristemente palese: svincolare il
territorio e costruire. Alessandrini sapeva benissimo che
accettando quel piano di azzonamento i cittadini non
avrebbero avuto nessun rimborso, ma i loro interessi sono
stati sacrificati in favore di quelli degli investitori.
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