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Nomadi
traslocati da Milano a Segrate (21/11/09)
Da
Oldrini (PD) ad Alessandrini (PdL): “Limitarsi a cacciare
i nomadi non risolve il problema”.
Sindaci
dell' hinterland in rivolta.
“Milano
non può scaricarli a noi”
I
sindaci dell' hinterland battono i pugni sul tavolo.
Sull'emergenza nomadi chiedono un coordinamento con Milano e
il Prefetto. Non vogliono più sottomettersi a decisioni
calate dall'alto. Lo sgombero di via Rubattino di sabato
scorso [21-11-2009] ha solo traslocato di pochi chilometri
il problema, riversandolo sui piccoli comuni. Dispersi in
tanti rivoli, molti zingari hanno finito per accamparsi alle
porte della metropoli, scaricando la patata bollente nelle
mani di amministrazioni con le armi spuntate.
Segrate,
Corsico, Agrate, Linate, San Donato Milanese, Desio, Sesto
San Giovanni. Città che a metterle in fila è come sgranare
un rosario di preoccupazioni. “Come sempre Milano si è
liberata delle sue rogne scaricandole su di noi, quasi
fossimo vassalli. Ci lasciano in braghe di tela”, afferma
Adriano Alessandrini, primo cittadino di Segrate, eletto con
il PdL. Il suo è uno dei territori messi più duramente
alla prova in questi giorni. Un tessuto urbano ordinato, la
presenza dei rom non passa inosservata. Agli stanziali se ne
sono aggiunti altri, ora sono quasi 250. La maggior parte si
è rifugiata in via Caduti di Marcinelle, una strada a fondo
cieco dove passano in pochi. Per sgomberarla mancano mezzi e
uomini, comunque per ora nessuno ha intenzione di farli
sloggiare. “Non è questa la soluzione”, aggiunge
Alessandrini. “Integrazione e legalità” sono le parole
d'ordine che i campanili della provincia spediscono a
Palazzo Marino. Senza nessuna differenza tra destra e
sinistra.
…
[seguono considerazioni su Sesto San Giovanni e Corsico].
…
Ma l'azione di Lambrate non poteva essere rimandata. Lo dice
a chiare lettere il Prefetto Gian Valerio Lombardi: “Il
terreno su cui sorgeva l'accampamento era di un privato.
Prima dello sgombero erano stati fatti numerosi solleciti,
purtroppo siamo stati costretti a intervenire. Capisco le
ragioni dei Comuni. Se sono obbligati a fronteggiare
situazioni patologiche , dove ci sono gli estremi di legge,
possiamo intervenire anche lì”. Attacca la senatrice PD
Emanuela Baio: “Un'amministrazione responsabile non fa il
gioco sporco dello scaricabarile. Ad andarci di mezzo sono i
bambini”.
Gabriele
Cereda
Vedi
lettera di una mamma della scuola di via Feltre
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