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Lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi:
il governo Berlusconi rifiuta di prendere in esame  una petizione lanciata dal "Quotidiano della Calabria"

Dal Quotidiano della Calabria, 15 novembre 2009

Cosenza. La segretaria del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha comunicato al "Quotidiano della Calabria“ il netto rifiuto ad acquisire la petizione “Liberi dalle scorie” lanciata dallo stesso quotidiano per chiedere di verificare la presenza di rifiuti radioattivi e di altre sostanze nocive sul territorio regionale. La petizione era stata sottoscritta da quasi 28 mila persone.

Ecco il testo integrale della petizione:

"Al Presidente del Consiglio dei Ministri onorevole Silvio Berlusconi.

Negli ultimi mesi in Calabria è stata accertata la presenza di scorie di diversa natura ed in particolare: - a 14 miglia dalla costa di Cetraro, il relitto di un mercantile che gli inquirenti ritengono essere il Cunsky, con un carico di 120 fusti contenenti presumibilmente rifiuti radioattivi; - in agro di Aiello Calabro è stata rilevata la presenza nel terreno di possibili radionuclidi artificiali; - a Crotone sono stati utilizzati materiali fortemente radioattivi per la costruzione di numerosi edifici pubblici e anche di scuole, nelle quali è stato già accertato un livello di contaminazione tra i bambini.

Il Governo non può accettare che sia messa così in pericolo la salute di migliaia e migliaia di calabresi. Pertanto noi firmatari della presente petizione chiediamo al Governo di intervenire con la massima urgenza per:

1)
verificare il contenuto della stiva del relitto al largo di Cetraro, recuperando i fusti con i rifiuti radioattivi e procedendo alla messa in sicurezza del tratto di mare interessato;

2)
verificare la presenza delle altre "navi a perdere" nel Mediterraneo, così come indicate dal pentito Fonti ed eventualmente da altri filoni d'indagine;

3)
verificare la presenza di radionuclidi artificiali nel territorio di Serra d’Aiello e Aiello Calabro, in particolar modo alla foce del fiume Oliva, mettendo in sicurezza il sito;

4)
provvedere alla bonifica degli edifici contaminati di Crotone;

5)
chiarire se esiste una relazione tra l’aumento di patologie tumorali e l'eventuale presenza di rifiuti nucleari o tossici in alcune zone della Calabria ed agire immediatamente per garantire la salute degli abitanti di quelle aree;

6) chiarire tutte le responsabilità, anche quelle di eventuali apparati deviati dello Stato e fornire pieno supporto all’azione della magistratura”.

Senza tener conto delle diverse richieste specifiche, il documento è stato respinto in blocco dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  con la motivazione che, dopo il ritrovamento del ‘Catania’ al largo della costa, “il Governo ritiene chiuso il caso di Cetraro”.

Da parte del Quirinale, a cui era stata inviata una nota informativa, sono arrivate rassicurazioni sull'attenzione con cui il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nell'assoluto rispetto dei rapporti istituzionali fra le diverse cariche dello Stato, segue la sempre più preoccupante materia dei rifiuti pericolosi per la vita dei cittadini.