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E dopo lo sgombero da Rubattino, cosa succederà ai figli dei nomadi? - Bianca Zirulia: 27 novembre 2009

Cari genitori della scuola Feltre,

desideravo porre la vostra attenzione su quello che è successo in questa scuola nell’ultima settimana.

E’ successo che una decina di bambini (altrettanti nelle scuole Pini e Cima), regolarmente frequentanti con contentezza ed interesse da un anno e mezzo, da giovedì scorso non possono più venire a scuola.

Sono i bambini sgomberati del campo rom di via Rubattino, che da una settimana dormono per strada, sotto i ponti, portandosi sempre dietro le loro cartelle, perché sperano almeno a scuola di tornare.

Per loro sono finiti cori, laboratori di botanica, magari il teatro, ma anche semplicemente lo studio dell’italiano e della matematica a cui si dedicavano, a detta di tutti, con tanta motivazione, forse dovuta all’essere stati ammessi per la prima volta al meraviglioso mondo della scoperta e della conoscenza delle cose.

Tutto è finito tra le loro lacrime giovedì mattina, 19 novembre, quando alcune mamme e maestre delle scuole, che li hanno assistiti durante lo sgombero, hanno riferito di averli trovati già pronti con la cartella in spalla per venire a scuola.

Ma da quella mattina a scuola non ci sono più venuti. Molti di loro non si sa neanche dove siano.

Il 20 novembre il comune di Milano ha celebrato con molte manifestazioni la convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia che, tra gli altri fondamentali diritti alla sopravvivenza e alla salute, riconosce come fondamentale il diritto all’istruzione.

All’art. 28 impegna gli Stati a garantire l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito a tutti i bambini.

Vi chiedo solo una riflessione, come genitori di questa scuola, e anche come cittadini di questa città, su quello che è successo. Riflessione che mi sarei aspettata facessero almeno gli amministratori e gli assessori cittadini. Nessuno purtroppo ha soluzioni in tasca ma la strada che era stata intrapresa era giusta.

Quei bambini devono continuare a venire a scuola. Come genitore, come adulto responsabile, e come cittadina di un paese che spero civile, non posso che riaffermare banalmente che quei bambini sono bambini come i nostri.

Per me sono innanzitutto BAMBINI CON LA CARTELLA

Bianca Zirulia
una mamma della 3°B, Scuola Bruno Munari, Quartiere Feltre