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Giovanni Ricca


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La crisi finanziaria ed economica 
e le politiche per il lavoro in Lombardia

Anche se comincia ad affacciarsi qualche idea di ripresa e i fondamentali finanziari cominciano a tornare positivi, resta grave la situazione occupazionale ed economica dei singoli territori.

In Lombardia:

  • la riduzione degli ordini ha causato, per le PMI lombarde, una caduta media del fatturato di oltre il 30%;

  • molte imprese denunciano una crisi di liquidità cronica; 

  • negli ultimi sei mesi il tasso di disoccupazione è passato dal 3,2 al 5,0 % e 225 000 persone sono in cerca di occupazione, con un incremento di 81 000 unità;

  • da gennaio a fine luglio 2009 sono stati licenziati 31 161 lavoratori;

  • dal 2008 al 2009 le ore di cassa integrazione si sono moltiplicate di oltre cinque volte;

  • i lavoratori in cassa integrazione sono 250 000 (50 000 dei quali usufruiscono di cassa integrazione in deroga)

  • i lavoratori licenziati o interessati  da procedure di mobilità sono più di 50 mila. Ad essi si sommano più di 10 mila precari che hanno perso il lavoro senza alcuna sostanziale tutela.

Fra le aziende in difficoltà, ricordiamo: La ESAB saldature di Mesero, la Novaceta di Magenta, la Agile di Pregnana Milanese, l'Alfa Romeo di Arese, la NMS (Nerviano Medical Sciences) Nerviano, la Crespi di Legnano e Buscate, la NUM (motori e aggiornamenti per robotica) di Cuggiono, la Tenaris di Dalmine, la Ideal Standard (sanitari, rubinetterie ecc.) di Brescia, la Moto Guzzi di Mandello Lario, la Akzo Nobel (vernici, rivestimenti di pentole antiaderenti ecc.) di Fombio.

La situazione è tale che può rendersi necessaria una profonda ristrutturazione dell'intero sistema industriale lombardo, con dismissioni o delocalizzazioni di impianti produttivi da parte di grandi gruppi industriali.

Per favorire innovazione e competitività del sistema produttivo, dovrebbero essere usati strumenti nuovi come la leva fiscale e la semplificazione amministrativa. Ma in Lombardia continua a mancare una politica regionale industriale.

Per fermare delocalizzazioni e dismissioni e favorire nuova imprenditorialità, i consiglieri Regionali, Mario Agostinelli e Osvaldo Squassina, hanno presentato il progetto di legge (sottoscritto anche dal Consigliere regionale Francesco Prina) "Disciplina di finanziamenti e incentivi alle imprese e regolamentazione in occasione di dismissione e delocalizzazione industriale" che mira a disincentivare le imprese lombarde a trasferire all'estero la loro attività produttiva.