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Giovanni Ricca


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Democratici per la Costituzione
spazio web
per la difesa e l'attuazione dei principi costituzionali 

 


Chi siamo

Dopo che i partiti esplicitamente di sinistra sono andati in frammenti e mentre il Partito Democratico fatica a riprendere lo slancio iniziale, la Costituzione Italiana, profondamente ferita nei suoi valori qualificanti, rischia il definitivo accantonamento. 

Noi, cittadini democratici, che nel 2006 l’abbiamo difesa, sconfiggendo chi  voleva affossarla, oggi - a distanza di due anni da quella vittoria - non possiamo assistere indifferenti al declino della società italiana, privata dei suoi ideali, e valutiamo con preoccupazione l'allontanamento del Paese, in 60 anni, dai principi enunciati negli articoli della sua Costituzione. Bastano pochi esempi. 

l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro (Art. 1).
Riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (Art. 4).

L’applicazione parziale della cosiddetta “Legge Biagi” ha fatto aumentare il numero dei lavoratori dipendenti a prezzo di una drastica riduzione degli ammortizzatori sociali che, progettati solo sulla carta, sono stati prima rinviati e poi dimenticati. Così il lavoro è diventato per lo più precario, umiliando e demotivando i giovani lavoratori dipendenti e portando alla disperazione i lavoratori anziani. Siamo tornati al deprecato "cottimo" ottocentesco?
  
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (Art. 3). 
Questo articolo, platealmente offeso dal lodo Alfano, era già stato accantonato da tempo nella pratica: ne sono testimonianza sia le carceri strapiene di disgraziati in attesa di processo, sia gli indiziati di gravissime colpe, che, difesi da squadre di agguerriti avvocati, riescono a rinviare le sentenze a proprio carico fino alla scadenza dei termini di prescrizione.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (Art. 9).
Nella realtà italiana i libri e i giornali sono diventati un lusso insostenibile per quei lavoratori dipendenti e quei pensionati che devono sopravvivere con meno di mille euro mensili, mentre l’inflazione reale supera in modo inaccettabile l’inflazione programmata.
I canali informativi che utilizzano la televisione pubblica e privata riservano i periodi di ascolto generale agli spettacoli di intrattenimento e alla pubblicità (per tenere alto il morale del popolo "povero e ignorante"), relegando le presentazioni culturalmente più impegnative in ore impossibili. E l’ Italia, che fino a qualche anno fa continuava a vantare numerose Scuole di eccellenza, è finita agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la preparazione scientifica e tecnica dei suoi giovani. 

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali (Art. 10).
I continui tentativi di applicare leggi che, per supposte ragioni di sicurezza, ignorano i trattati internazionali in materia, sono sotto gli occhi di tutti. Emblematica la vergognosa decisione di rilevare le impronte digitali dei bambini rom. E i tentativi di rendere sempre più difficile agli stranieri lavorare onestamente in Italia stanno assumendo una frequenza preoccupante. 

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti (Art. 32).
Come è noto la tutela assicurata da questo articolo è vanificata da anni, dalla lunghezza inaccettabile dei tempi di attesa per fruire delle prestazioni di assistenza sanitaria. 

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Si tratta di cose note da tempo e che è inutile sottolineare, dato che già molte voci autorevoli hanno risposto agli accorati appelli dei Presidenti della Repubblica, succedutisi in questi anni, per tentare di contrastare e invertire il progressivo allontanamento del Paese dai suoi principi costituzionali (*). 

La prima cosa che si potrebbe cercare di combattere è l'ossessiva tendenza alla frammentazione, una malattia che perseguita non solo i partiti maggiori, ma tutto l’associazionismo politico e lo stesso volontariato. 

Ci auguriamo che questo sito riesca a stimolare un dibattito democratico approfondito sui problemi politici fondamentali di oggi e di domani, al fine di elaborare opinioni e idee collettive su temi concreti come l’organizzazione del lavoro, la sicurezza, la formazione, la giustizia, la sanità, l’integrazione degli immigrati.

I Democratici per la Costituzione di Segrate

Eventi e opinioni 

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(*) Una proposta precisa e articolata di basare il programma dell'opposizione sugli articoli della nostra carta costituzionale è stata delineata, per esempio, da Francesco Muzzioli che nell'intervento "Sani e robusti in costituzione" (Bollettario n. 41, 2003) scrive, fra l'altro: 

"... Estendere la costituzione. Se riprendiamo in mano quei principi fondamentali (i principi costituzionali) c'è da restare stupefatti. Ci sono straordinari "semi di utopia". Accanto ai "diritti dell'uomo" i "doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale" (Art. 2); la pari dignità e l'uguaglianza di fronte alla legge (Art. 3); e senti, poi: "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese"); il "diritto al lavoro" che ha da essere "effettivo" (Art. 4); e, questo ci riguarda, l'Art. 9: "la repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica"; e poi, naturalmente il "diritto d'asilo" (Art. 10) e il rifiuto della "guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" (Art. 11). Più me li rileggo e più mi pare che - visto che si parla tanto del "programma" dell'opposizione - non c'è poi bisogno di guardare molto più lontano."