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Chi siamo
Dopo
che i partiti esplicitamente di sinistra sono andati in frammenti
e mentre il Partito Democratico fatica a riprendere lo slancio iniziale, la
Costituzione Italiana, profondamente ferita nei suoi valori
qualificanti, rischia il definitivo accantonamento.
Noi, cittadini democratici, che nel 2006 l’abbiamo difesa, sconfiggendo chi
voleva affossarla, oggi - a distanza di due anni da quella vittoria -
non possiamo assistere indifferenti al declino della società italiana,
privata dei suoi ideali, e valutiamo con preoccupazione
l'allontanamento del Paese,
in 60 anni, dai principi enunciati negli articoli della sua Costituzione.
Bastano pochi esempi.
l’Italia
è una repubblica fondata sul lavoro (Art. 1).
Riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (Art.
4).
L’applicazione parziale della cosiddetta “Legge Biagi” ha fatto aumentare
il numero dei lavoratori dipendenti a prezzo di una drastica riduzione degli
ammortizzatori sociali che, progettati solo sulla carta, sono stati prima rinviati e poi dimenticati.
Così il lavoro è diventato per lo più precario, umiliando e demotivando
i giovani lavoratori dipendenti e portando alla disperazione i
lavoratori anziani. Siamo tornati al deprecato "cottimo"
ottocentesco?
Tutti
i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (Art. 3).
Questo articolo, platealmente offeso dal lodo Alfano, era già
stato accantonato da tempo nella pratica: ne sono testimonianza sia le carceri
strapiene di disgraziati in attesa di processo, sia gli indiziati di gravissime colpe,
che, difesi da squadre di agguerriti avvocati, riescono a rinviare le sentenze a proprio
carico fino alla scadenza dei termini di prescrizione.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca
scientifica e tecnica (Art. 9).
Nella realtà italiana i libri e i giornali sono diventati un lusso
insostenibile per quei lavoratori dipendenti e quei pensionati che devono
sopravvivere con meno di mille euro mensili, mentre l’inflazione
reale supera in modo inaccettabile l’inflazione programmata.
I canali informativi che utilizzano la televisione pubblica e privata riservano i periodi di ascolto
generale agli spettacoli di intrattenimento e alla pubblicità (per
tenere alto il morale del popolo "povero e ignorante"),
relegando le presentazioni culturalmente più impegnative in ore
impossibili. E l’ Italia, che fino a qualche anno fa continuava a
vantare numerose Scuole di eccellenza, è finita agli ultimi
posti in Europa per quanto riguarda la preparazione
scientifica e tecnica dei suoi giovani.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in
conformità delle norme e dei trattati internazionali (Art. 10).
I continui tentativi di applicare leggi che, per supposte ragioni di
sicurezza, ignorano i trattati internazionali in materia, sono sotto
gli occhi di tutti. Emblematica la vergognosa decisione di rilevare
le impronte digitali dei bambini rom. E i tentativi di rendere
sempre più difficile agli stranieri lavorare onestamente in Italia
stanno assumendo una frequenza preoccupante.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure
gratuite agli indigenti (Art. 32).
Come è noto la tutela assicurata da questo articolo è vanificata da
anni, dalla lunghezza inaccettabile dei tempi di attesa per fruire delle prestazioni di assistenza sanitaria. >
***>
Si tratta di cose
note da tempo e che è inutile sottolineare, dato che già molte voci
autorevoli hanno risposto agli accorati appelli dei
Presidenti della Repubblica, succedutisi in questi anni,
per tentare di contrastare e invertire il progressivo
allontanamento del Paese dai suoi principi costituzionali (*). >
La
prima cosa che si potrebbe cercare di combattere è l'ossessiva tendenza alla frammentazione, una malattia
che perseguita
non solo i partiti maggiori, ma tutto l’associazionismo politico e lo stesso volontariato. >
Ci auguriamo che
questo sito riesca a stimolare un dibattito
democratico approfondito sui
problemi politici fondamentali di oggi e di domani, al fine di elaborare opinioni e
idee collettive su temi concreti come l’organizzazione del lavoro,
la sicurezza, la
formazione, la giustizia, la sanità, l’integrazione degli immigrati.
I
Democratici per la Costituzione
di Segrate
Eventi
e opinioni
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(*)
Una proposta precisa e articolata di basare il programma
dell'opposizione sugli articoli della nostra carta
costituzionale è stata delineata, per esempio, da Francesco
Muzzioli che nell'intervento "Sani e robusti in costituzione"
(Bollettario n. 41, 2003) scrive, fra
l'altro:
"...
Estendere la costituzione. Se riprendiamo in mano quei
principi fondamentali (i principi costituzionali) c'è da restare stupefatti. Ci sono
straordinari "semi di utopia". Accanto ai
"diritti dell'uomo" i "doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale" (Art. 2); la
pari dignità e l'uguaglianza di fronte alla legge (Art. 3); e
senti, poi: "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona
umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del
paese"); il "diritto al lavoro" che ha da
essere "effettivo" (Art. 4); e, questo ci riguarda,
l'Art. 9: "la repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica"; e poi,
naturalmente il "diritto d'asilo" (Art. 10) e il
rifiuto della "guerra come mezzo di risoluzione delle
controversie internazionali" (Art. 11). Più me li
rileggo e più mi pare che - visto che si parla tanto del
"programma" dell'opposizione - non c'è poi bisogno
di guardare molto più lontano."
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