|
Si svolgerà a Torino, nel 2010,
il più grande processo mondiale
per le morti causate dall'amianto
In
Italia la lavorazione dell’amianto negli stabilimenti
Eternit S.p.A., Genova, provocò fino alla metà degli anni
Ottanta, oltre 2800 vittime, tra persone decedute o
gravemente malate. Si trattava soprattutto di operai che
lavorano nelle aziende di Casale Monferrato e Cavagnolo
(Piemonte), Bagnoli (Campania), Rubiera (Emilia Romagna), e
anche di persone che abitavano in vicinanza di queste
aziende.
Nel
processo penale che è stato aperto a Torino il 10 dicembre
2009 e che proseguirà nel 2010, gli imputati sono i due
ex proprietari degli
stabilimenti Eternit SpA, di Genova: il belga Jeans Louis de
Cartier de Marchienne e l'imprenditore svizzero Stephan
Schmidheiny, entrambi accusati di disastro doloso e omissione volontaria di
cautele contro le malattie professionali.
Secondo
l'atto d'accusa gli imputati erano a conoscenza della
pericolosità dell'amianto, ma non avrebbero preso nessuna
misura di prevenzione.
Tra persone fisiche, enti pubblici e associazioni, le parti
civili sono complessivamente oltre 760. Alcune centinaia di
queste avrebbero però accettato nel frattempo le proposte
di indennizzo del miliardario svizzero Schmidheiny, che
l’anno scorso aveva fatto sapere di voler risarcire le
vittime dell’amianto, mettendo a disposizione alcune
decine di milioni di euro.
La dottoressa Daniela de Giovanni, oncologa dell’Hospice
di Casale, riferisce che al suo ospedale vengono assistite
molte persone colpite dalle fibre tumorali dell’amianto.
Anche se in questi anni la ricerca ha fatto passi avanti, i
risultati ottenuti non sono ancora sufficienti per dare una
minima speranza di guarigione”. A Casale Monferrato si
manifestano da 40 a 50 nuovi casi letali all’anno. E
questi numeri potrebbero aumentare nei prossimi decenni, nel
caso si sviluppasse una nuova generazione di vittime”.
Si tratta di persone che erano bambini quando l'azienda
Eternit era al massimo dell’attività, (anni Sessanta e
Settanta). Inoltre i tumori da amianto possono avere una
lunghissima latenza, si manifestano dopo molto tempo, e
attualmente la malattia aggredisce per lo più quarantenni e
cinquantenni.
Ma a Casale non sono morti solo degli ex operai dell’Eternit
(più di mille); l’amianto ha infatti aggredito e ancora
uccide gente che non aveva mai messo piede nell’impianto.
Famigliari dei lavoratori ma anche altri abitanti che tanti
anni fa avevano respirato la micidiale, sottilissima polvere
che usciva dai grandi ventilatori della fabbrica e che si
depositava ovunque in città.
|
L'amianto (asbesto)
è un gruppo di minerali a struttura fibrosa
presenti in determinate rocce. Grazie alle sue
qualità (resistenza al calore, elasticità, elevata
conducibilità elettrica e termica) è stato
ampiamente utilizzato dagli anni Trenta in diversi
settori industriali e tecnologici.
Gli effetti nocivi sulla salute umana delle
microfibre di amianto, che si disperdono
nell’aria, si sono notati dagli anni Quaranta. Nei
decenni successivi si è accertato che queste
sostanze possono avere conseguenze estremamente
gravi.
In particolare la respirazione di microfibre di
amianto può provocare l’asbestosi, carcinomi
polmonari, mesotelioma e altri tumori, ad esempio
della laringe o del tratto gastro-intestinale.
Queste malattie si manifestano spesso a
distanza di alcuni decenni.
In Svizzera, l'uso degli isolamenti in amianto
floccato è stato bandito nel 1975, mentre dal 1990
è in vigore un divieto generale di produrre e
impiegare materiali contenenti amianto.
|
|