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Giovanni Ricca


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Sicurezza sul Lavoro

Cento anni di produzione e uso dell'amianto in Italia
dietro un muro  di ricatti, di raggiri
e di colpevoli silenzi

1893 - Ha inizio in Austria la produzione di cemento-amianto.

1898
- in Inghilterra, nell'annuario delle Women Inspectors of Factories, Lucy Dean descrive i pericoli a cui sono esposti i lavoratori delle fabbriche dove si manipola l'amianto; l'analisi microscopica delle particelle mostra infatti che queste sono dotate di uncini vetrosi e affilati e che, di conseguenza, una volta inalate possono essere dannose per la salute.
Nei dieci anni successivi, le Women Inspectors sottopongono all'attenzione del governo inglese i rischi a cui sono sottoposti i lavoratori dell'amianto. L'allarme viene ignorato.

1906 - Il dott. Montagne Murray del Charing Cross Hospital di Londra attribuisce all'amianto i disturbi all'apparato respiratorio di un paziente di 33 anni, che aveva lavorato 14 anni a contatto con la polvere di amianto, e che era l'unico sopravissuto dei dieci colleghi che lavoravano nella sua stessa unità. In Francia un Comitato di esperti incaricato dal governo registra 50 morti sospette tra le lavoratrici addette alla tessitura con fibre d'amianto. Il governo britannico, pur essendo a conoscenza delle segnalazioni di Deane e di Murray, pubblica un rapporto sulle malattie legate all'industria, dove l'amianto non è citato fra le possibili cause.

1911 - Dopo i primi esperimenti su topi, Merewether  e Price, dichiarano dannosa l'inalazione di quantità consistenti di polvere d'amianto.

1914 - Le prime norme in tema d'amianto promulgate in Italia sono quelle dell'art. 1 R.D.L. n. 1278/1914, che ne vietano l'esportazione.

1917 - Le autorità inglesi, a seguito di un'inchiesta nelle fabbriche, si limitano a raccomandare di areare i locali.

1918 - Negli Stati Uniti e in Canada le compagnie di assicurazione rifiutano per qualche anno di stipulare polizze con industrie per danni d'amianto. 

1927 - Con il R. D.  n. 530 del 14.04.1927 viene approvato il regolamento generale per l'igiene del lavoro il cui art. 17 stabilisce che lo sviluppo e la diffusione nell'ambiente di lavoro di gas, vapori, odori, fumo o polveri deve avvenire, per quanto possibile, vicino al luogo dove si producono. 

1928 - In questa epoca viene coniato il termine asbestosi (per distinguere dalla tubercolosi la strana malattia che colpisce chi lavora in mezzo alle polveri).

1929 - Con il R. D.  n. 928/1929 viene istituita in Italia l'assicurazione obbligatoria, a carico dei datori di lavoro, contro le malattie professionali. 

1930 - Merewether e Price, su incarico del Governo britannico, pubblicano uno studio da cui risulta che il 66% dei lavoratori esposti all'amianto per 20 anni, soffre di asbestosi.

1931 - In Gran Bretagna sono approvate le prime leggi che prevedono il monitoraggio della salute dei lavoratori e i risarcimenti per chi si ammala.

1932 - I sindacati lanciano l'allarme: l'amianto causa il cancro ai polmoni.

1934 - Entra in vigore in Italia l'assicurazione obbligatoria istituita nel 1929. 

1938 - A seguito di numerosi studi, anche in Germania le autorità riconoscono il legame fra amianto e cancro ai polmoni.

1942 - R.D. n. 262, art. 2087: 
"(Tutela delle condizioni di lavoro) L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro,  l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".

1943 - Quando le sorti del conflitto per l'Italia sembrano ormai segnate, viene approvata la legge 455 che estende l'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali alla silicosi e alla asbestosi. 

1947 - Nell'Italia liberata, l'assemblea costituente approva la Costituzione della Repubblica Italiana che afferma all'art. 1 "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", tutelato in tutte le sue forme ed applicazioni.  (art. 35, Cost.) "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini ìl diritto al lavoro (art. 4) e "tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (art. 32) e subordina la libertà dell'iniziativa economica privata alla "utilità sociale"  e "alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana" (art. 41). Nonostante queste lungimiranti e impegnative premesse, la legislazione repubblicana continua a muoversi in continuità con la legislazione del periodo fascista (che peraltro, se non poteva dirsi obsoleta negli anni Venti, lo era sicuramente negli anni Cinquanta): le lobby dei produttori dell'amianto e la sete di profitto riescono così ad avere la meglio sulle esigenze di tutela dei lavoratori dell'amianto

1955 - Nonostante i tentativi di impedirne la pubblicazione, esce lo studio di Richard Doll sui lavoratori della Turner nel distretto di Rochdale: chi lavora a contatto dell'amianto per 20 anni, rischia il cancro dieci volte di più rispetto al valore medio.

1960 - Slegs e Wagner pubblicano uno studio su 47  malati di mesotelioma nelle aree minerarie del Sudafrica. 45 dei quali erano stati a lungo a contatto con l'amianto.

1970 - Scendono per la prima volta le importazioni di amianto grezzo in Gran Bretagna (da 170 000 a 150 000 tonnellate annue)

1970 - In Italia viene compilato lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300 "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento") che all'art. 9 sancisce: i lavoratori mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione  delle norme per la prevenzione  degli infortuni e delle malattie professionali, e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.  
Ma anche questa proclamazione non trova applicazione negli ambienti di lavoro. 

1979 - La medicina ufficiale accerta che anche il tabacco e le radiazioni di uranio causano tumori ai polmoni. Per i lavoratori  esposti all'amianto diventa più complicato chiedere i danni al datore di lavoro. Hammond dimostra che l'azione sinergica di fumo e amianto aumenta il rischio di 50 volte.

1983 - La Comunità Economica Europea (CEE) emette la direttiva comunitaria 477. Poiché la direttiva non è recepita nel nostro Paese entro i termini previsti, nel 1989 sarà avviata la procedura d'infrazione e l'anno dopo, l'Italia sarà condannata.  

1986 - L'Agenzia internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul cancro (IARC) dichiara che tutti i tipi di amianto sono cancerogeni  e che pertanto non esistono soglie di sicurezza per chi vi si espone. 

1989 - Il governo degli Stati Uniti mette al bando lavorazione, utilizzo  ed esportazione di gran parte dei prodotti a base di amianto.

1989 - Con la causa 240/89 la Corte di Giustizia Europea, avvia la procedura d'infrazione a carico dell'Italia per il trattamento disumano (o comunque non adempiente degli obblighi internazionali) nei confronti dei lavoratori esposti all'amianto. 

1990 - La Corte di Giustizia Europea condanna la Repubblica Italiana per non aver "adottato nel termine prescritto i provvedimenti necessari ... per attuare nell'ordinamento giuridico italiano interno la direttiva del consiglio (19/09/1983) 83/477/CEE, sulla tutela dei lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione all'amianto durante il lavoro" e per essere venuta meno "agli obblighi imposti dal trattato CEE".

1991 - Con il decreto legislativo 277 viene finalmente recepita anche dalla Repubblica Italiana la Direttiva Comunitaria 477/83/CEE. Ma manca ancora un censimento di tutte le vittime dell'asbestosi e del mesotelioma. (Le soglie di esposizioni  proclamate nella direttiva comunitaria sono recepite negli art.  24 e 31  del decreto legislativo 277).
Purtroppo queste norme, che dovevano costituire un impegno positivo per il datore di lavoro, in Italia vengono strumentalizzate per non applicare i benefici contributivi di cui all'articolo  13, comma 8, legge 257/92. E' infatti  praticamente impossibile verificare queste condizioni dopo decine di anni dalla trasformazione dei luoghi di lavoro. D'altra parte dato che le fibre inalate restano nell'organismo per tutta la vita e si sommano con eventuali nuove fibre, è evidente che anche basse concentrazioni e sporadiche esposizioni possono avere un ruolo acceleratore nell'anticipazione dell'evento letale. 

1992 - Viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 257 "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto". Ma già il suo primo articolo ne contraddice il titolo: "sono vietate l'estrazione, l'importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o prodotti contenenti amianto" (si omette invece ogni disposizione per vietarne l'uso, per eseguire bonifiche e per salvaguardare la salute, evitandone l'esposizione). 

1996 - La battaglia operaia per ottenere giustizia ha inizio a Sesto Marelli (Milano), con un'assemblea cittadina all'interno della Cascina Novella occupata. Nel volantino di convocazione: TUMORI E MORTI SOSPETTE: COSA SUCCEDE ALLA BREDA. Partecipa fra gli altri Silvestro Capelli, un operaio appena uscito dell'ospedale dopo aver subito un'operazione alla gola per l'asportazione di un tumore. I rappresentanti della scienza medica, finanziati nelle loro ricerche dalle multinazionali, tentano di dimostrare che le concause (il fumo delle sigarette, la cattiva alimentazione, il contatto con altre sostanze cancerogene fuori dall'ambito lavorativo), possono essere più rilevanti della causa scatenante. Le autorità cittadine non intervengono

1997 - Il 4 giugno è istituito il "Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio" con sede a Cascina Novella Occupata, Sesto San Giovanni, viale Marelli 225. Il Comitato elegge a presidente uno dei suoi soci fondatori, l'operaio della Breda, Michele Michelino
Il 10 luglio, dopo un mese e mezzo di lotte viene depositata in via Carducci una targa di marmo con la scritta: 

A PERENNE RICORDO 
DI TUTTI I LAVORATORI 
MORTI A CAUSA 
DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA
ORA E SEMPRE RESISTENZA. 
I COMPAGNI DI LAVORO 
DI SESTO SAN GIOVANNI

Nel mese di agosto e nella prima metà del mese di settembre la Cascina Novella Occupata viene ripetutamente sgomberata dalla polizia e rioccupata. 
Alla fine di novembre arriva la notizia dell'archiviazione di cinque delle prime denunce-querele presentate dal "Comitato". 

1997 - Il Canada, grande esportatore di amianto, denuncia la Francia davanti al WTO per un decreto di messa al bando dell'amianto. 
Dopo la sentenza favorevole alla Francia, il Canada ricorre in appello, ma perde ancora. Finalmente, nel 2001 arriverà la sentenza definitiva: essa stabilisce che l'amianto è cancerogeno in tutte le sue forme, anche in minime dosi, e che gli Stati non sono tenuti a ricercare il consenso della comunità scientifica prima di vietarne l'impiego e la circolazione.

1998 - Aumenta il numero dei lavoratori dell'amianto che si ammalano alla Breda, alla Marelli, all'Ansaldo e alla Falk; muore per un cancro al polmone un lavoratore della Breda e il numero delle vittime sale a 34. Ma le denunce del "Comitato" continuano a essere archiviate. 

1999 - Il pubblico ministero titolare dell'inchiesta dei morti per tumore in Breda riceve una delegazione del "Comitato" e assicura che le indagini stanno proseguendo. Per sostenere le spese viene proposta una sottoscrizione straordinaria a tutti gli associati. 

1999 - 2001 - Sono archiviate altre denunce e viene ignorata la richiesta di un incontro formale in merito all'indagine in oggetto. Lo stesso titolare dell'inchiesta che aveva dichiarato di voler procedere al rinvio a giudizio di sei esponenti della Breda Fucine, non solo dichiara di non aver emesso, (dopo quattro anni di indagini), alcun decreto di rinvio a giudizio, ma comunica l'avvenuta archiviazione delle denunce per le morti di molti lavoratori, scrivendo che essa" è astrattamente riconducibile all'amianto".

2001 - Nel mese di febbraio, circa 300 persone si incontrano all'assemblea del "Comitato" a Spazio Arte (una struttura del consiglio di quartiere). Ex operai della Breda, famigliari dei lavoratori morti, lavoratori dell'Ansaldo e della Falck, delegazioni di altri comitati sorti nella zona ribadiscono che la salute e la vita umana vengono prima di ogni interesse economico. Anche esponenti politici del comune di Sesto San Giovanni, cominciano e rendersi conto che l'amianto continua a far strage. 

E il "Comitato" denuncia:  " ... il ricatto era: la salute o il posto di lavoro, vuoi morire fra 20 - 30 anni o vuoi morire di fame domani?
Ma nel marzo anche il comune di Sesto San Giovanni cambia posizione e comunica la decisione dell'Amministrazione di costituirsi parte civile.
Continua anche il rapporto con l'ASL
di Sesto San Giovanni a cui il "Comitato" consegna un'altra lista di nominativi di venti lavoratori deceduti per tumore polmonare (16 della Breda Fucine, 2 della Breda Ansaldo, morti a 50 anni per mesotelioma pleurico), 1 della Ercole Marelli, deceduto per mesotelioma e infine anche 1 abitante della città che non era mai entrato in fabbrica, anche lui morto di mesatelioma a 49 anni.

2001 - Nel mese di giugno è respinta la richiesta di archiviazione della denuncia di Silvestro Capelli per le lesioni procurategli dall'amianto e nel mese di ottobre vengono iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo, 36 dirigenti  della ex Breda Ferroviaria e dell'Ansaldo, per la morte di Giancarlo Mangione, dovuta a mesotelioma pleurico.
Nel novembre dello stesso anno inizia il processo intentato dai familiari di sette lavoratori esposti all'amianto, contro i dirigenti della Breda Fucine di Sesto San Giovanni. 

2002 - Nel mese di marzo viene tenuta la terza udienza del processo: testimoniano in aula due esponenti della ASL di Sesto San Giovanni che, in quanto tecnici dello SMAL (Servizio di Medicina Preventiva per gli Ambienti di Lavoro) avevano sottoscritto alcuni dei documenti in cui si denunciava il massiccio uso di amianto in alcuni reparti della Breda Fucine.  
Durante la stessa udienza viene accettata la costituzione di parte civile del Comune di Sesto San Giovanni. Si viene così a rompere il muro di omertà che fino a quel momento era stato innalzato da padroni, governo, partiti, sindacati, e istituzioni territoriali, per difendersi dalle accuse del "Comitato". 
 
Dal 27 al 30 dicembre dello stesso anno, tre membri dello stesso "Comitato", sulla base di racconti dei lavoratori e di documenti ASL, riescono a preparare la documentazione per promuovere le prime 33 cause  contro INAIL e INPS. 
L'INAIL sosteneva ancora, fra l'altro, la validità della soglia delle "100 fibre/litro" (ignorando che l’Agenzia delle Nazioni Unite IARC aveva dichiarato fino dal 1986 la non esistenza di soglie di sicurezza per chi lavora l’amianto). In Italia d'altra parte, la stessa legge delle 100 fibre/litro, continuava ad essere utilizzata perfino per far chiudere o per attuare prepensionamenti in aziende che non avevano niente a che vedere con l'amianto! 

2002 - Alla fine del mese di marzo hanno inizio le 16 testimonianze dei familiari dei lavoratori uccisi dall'amianto e dei testimoni della difesa dei due dirigenti della Breda Fucine: Vitantonio Schirone e Umberto Marino. 
Nel mese di settembre, dopo 10 udienze, sembra concludersi la fase dibattimentale del processo che ha messo a confronto due verità: da una parte i testimoni e i consulenti dei dirigenti della Breda, che fino all'ultimo cercano di minimizzare le responsabilità dei loro assistiti; dall'altra la verità dei lavoratori che con i documenti e le prove prodotte in aula evidenziano le responsabilità dello staff aziendale e di un intero sistema industriale che aveva anteposto il profitto alla vita e alla salute dei lavoratori.
Il 18 ottobre 2002, lo stesso giorno dello sciopero generale della CGIL contro l'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori (giusta causa per i licenziamenti nelle aziende con più di 15 dipendenti), il giudice emette un'ordinanza in cui dispone un supplemento di indagine sui risultati del Convegno medico di Helsinki del 1997 e rinvia l'udienza al 23 ottobre. 
Nel frattempo però, la determinazione del "Comitato" nel perseguire l'obiettivo di ottenere giustizia per i compagni di lavoro, cominciava ad attirare attenzioni e simpatie anche al di fuori del mondo del lavoro di Sesto San Giovanni. Fra gli altri entra in contatto con il Comitato un gruppo di giovani attori "di strada" (La Compagnia degli Stracci) che portano la realtà della fabbrica e lo sfruttamento operaio nei loro spettacoli.  

2003 - Il 19 settembre inizia, presso il tribunale di Milano il processo ai 19 dirigenti della Breda Ferroviaria/Ansaldo imputati di omicidio colposo per la morte dell'operaio Giancarlo Mangione.  

2003 - Alla fine di settembre il governo Berlusconi, approva il decreto legge "Benefici previdenziali  ai lavoratori esposti all'amianto" che vanifica la legge 257, approvata nel 1992, modificandone tre punti fondamentali:
- i sei mesi di benefici previdenziali, riconosciuti per ogni anno  di esposizione all'amianto, sono ridotti a tre; 
- l'esposizione all'amianto viene riconosciuta solo se si dimostra la presenza nell'ambiente di lavoro di una concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro, come valore medio su otto ore al giorno (è così annullato, fra l'altro, il diritto al beneficio per i turnisti che ne
restano esclusi per il solo fatto di usufruire della pausa mensa);
- e, infine, i pochi mesi da riconoscere dopo i tagli suddetti, non sarebbero più serviti al lavoratore per andare in pensione un po' prima, ma solo per ottenere una rivalutazione dell'importo delle sue prestazioni pensionistiche.
Le nuove norme vengono estese anche ai lavoratori iscritti ad enti diversi da INPS e INAIL, mentre ai 60 mila lavoratori, già riconosciuti dall'INAIL come esposti al rischio amianto, viene tolto il diritto di presentare domande di prepensionamento all'INPS. 

2003 - Contro queste modifiche insorgono in tutta Italia i lavoratori, organizzando scioperi e manifestazioni di protesta: il 24 dicembre viene finalmente approvato un emendamento in favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali.

2003 - Avvengono infine alcuni strani fatti (la richiesta d'archiviazione di numerosi casi di decesso per mesotelioma pleurico, il furto, all'università di Pavia, del computer contenente i dati della perizia) che sembrano anticipare l'assoluzione dei due dirigenti Breda, Vito Schirone e Umberto Marino accusati di omicidio colposo per la morte di sei lavoratori e di lesioni gravissime a un settimo. In effetti il 13 febbraio, gli imputati vengono assolti, "perché il fatto non sussiste": il dibattimento, durato quattordici mesi, è servito solo a mettere in evidenza la totale mancanza di sicurezza in cui operavano i lavoratori della Breda Fucine di Sesto San Giovanni
Al "Comitato" non resta altro che proseguire la sua battaglia di civiltà per garantire a tutti il diritto a lavorare in sicurezza.

2004 - Il 12 marzo, il prof. Giuseppe Rivolta, della Clinica del Lavoro di Milano, su incarico della procura della Repubblica  di Milano, relaziona sulla patologia di Giancarlo Mangione, e, dopo aver evidenziato la sicura esposizione del lavoratore all'amianto, fa alcune affermazioni sul periodo di latenza (primo biennio di lavoro) e sull'ininfluenza di eventuali esposizioni successive sulla probabilità di comparsa del tumore. Si tratta di dichiarazioni poco condivisibili (e che saranno smentite meno di due mesi dopo dall'intervento del dirigente ASL Totire Vito), ma che aiuteranno lo stesso la difesa dei dirigenti della Breda-Ansaldo.

2004 - Nella primavera viene costituita la rete Cittadina della Salute, di cui fa parte, assieme ad altri comitati, anche il "Comitato" di Sesto San Giovanni. 

2004 - Il 5 maggio viene chiamato a deporre, per la parte civile - il medico del lavoro Vito Totire dell'ASL di Bologna che esprime pareri scientifici nettamente diversi da quelli del consulente del tribunale prof. Rivolta, sulle tre questioni fondamentali: latenza, conoscibilità ed effetti delle esposizioni multiple nel tempo. Per quanto riguarda in particolare gli effetti delle esposizioni successive di amianto, il medico dichiara che la comunità scientifica è unanime nel sostenere che per l'amianto non esiste una soglia di sicurezza verso il basso, ma che più aumenta l'esposizione più sarà alta l'incidenza di tumori polmomonari o di mesotelioma della pleura o del peritoneo. 

2004 - Il 1° luglio la procura di Milano chiede la condanna a 18 mesi di reclusione per 9 dei 12  dirigenti sotto processo. Le udienze successive saranno monopolizzate dai numerosi difensori dei dirigenti sotto processo che cercano di smontare le tesi del "Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio". 

2004 - Nel mese di novembre una delegazione del Comitato partecipa alla Conferenza Nazionale non Governativa sull'Amianto a Monfalcone: al tavolo della presidenza siedono rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, e di diverse forze politiche, ma mancano i rappresentanti dei numerosi Comitati dei lavoratori esposti all'amianto, presenti in sala. Le contestazioni della platea nascono alla fine della prima giornata dei lavori. Nella giornata successiva le analisi e le critiche appaiono volutamente riferite al governo di centro destra. (In effetti anche il governo di centro sinistra aveva sempre subordinato le esigenze dei lavoratori esposti all'amianto, alle compatibilità di bilancio, sia delle aziende che dello Stato). 
In conclusione anche la Conferenza di Monfalcone rafforza, con le sue manovre diplomatiche, la convinzione che il risveglio della coscienza sociale su un grande e tragico problema del lavoro come quello dell'amianto, vada affidato più alla coscienza di lavoratori e cittadini che alle istituzioni politiche e sindacali del Paese.

A Milano, la Compagnia degli Stracci porta in scena "I 73 morti di Sesto, la storia delle tute blu", sottotitolo: "Breda: a teatro la sentenza è scritta: qui di lavoro e d'amianto  si muore". 

2004 - Il 16 dicembre è il giorno della sentenza così a lungo attesa: ma  l'udienza ha inizio mezz'ora prima dell'ora stabilita e viene conclusa molto rapidamente, rimandando la lettura della sentenza al 5 gennaio 2005. 
Proprio in quei giorni, al Parlamento si discute la legge "salva Previti" la legge che sancisce - attraverso il meccanismo della prescrizione di alcuni reati (fra cui l'omicidio colposo) - la non punibilità degli imputati anche nel caso di sentenza favorevole alle vittime di tali reati. 

2005 - Il 5 gennaio, il giudice, dopo aver letto i nomi degli imputati può quindi dichiarare di "non doversi procedere contro i nove inputati per intervenuta prescrizione a seguito del riconoscimento delle attenuanti generiche". Gli altri tre dirigenti sono assolti per non aver commesso il fatto. 

2008 – Il 16 novembre, Il “Comitato” di Sesto San Giovanni, e l’Associazione Italiana Esposti Amianto, del Friuli Venezia Giulia, si rivolgono alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo, per presentare ricorso contro il governo italiano e l’INAIL per violazione delle norme costituzionali  e comunitarie.

Si concludono così dodici anni di lotte che dimostrano nei fatti come il sistema economico, politico e sociale italiano si sia dato leggi che, anche quando obbligano a riconoscere la colpa di chi mette il profitto prima della vita umana, riescono comunque ad assicurare la non punibilità dei responsabili.

2009 – Dall’1 al 3 ottobre si svolge a Taormina (Sicilia), la conferenza mondiale sull’amianto. Alla sessione studi epidemiologici, aspetti legali e associazioni, partecipa anche un rappresentante del “Comitato” di Sesto San Giovanni. Nello stesso anno viene anche aperto il sito internet del Comitato: http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com  

***

Presentazione del documentario poetico Arrakis, tributo dell'autore, Andrea Di Nardo, alle vittime di un progresso industriale basato solo sulla sete di profitto. 

La voce del laringectomizzato Silvestro Capelli, ex operaio della storica Breda Fucine, racconta in Arrakis:

"Tutti sapevano e nessuno ha parlato ... Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell'azienda. Lo sapeva l'Assessorato alla Sanità. lo sapevano tutti, e non gli operai che c'erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all'interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro. Ma anche i cittadini di Sesto, quelli di Monza, quelli di Cinisello, di Bresso di Cormano, di Cologno, di Milano.
La polvere che uccide.
Voi mi avete tolto la voce.
Questa è la mia nuova voce. 
Io qui rimango.
E grido tutto il mio disprezzo
per quello che ci avete fatto"

***

E la lotta contro l’amianto continua

Al processo Eternit, che si terrà a Torino nel 2010 parteciperanno oltre 760 parti civili, tra persone fisiche, enti pubblici e associazioni. Sarà presente fra queste, anche il “Comitato” di Sesto San Giovanni, per impedire che la prescrizione breve (nota anche come “processo breve”), una volta divenuta legge dello Stato, possa riuscire a cancellare di fatto anche i reati da lavoro, concedendo ancora una volta l’impunità agli assassini che hanno sacrificato al profitto migliaia di vite umane, e togliendo ogni speranza di giustizia a lavoratori ammalati o deceduti e ai loro famigliari.