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Sicurezza
sul Lavoro
Cento
anni di produzione e uso dell'amianto in Italia
dietro un muro di ricatti, di raggiri
e di colpevoli silenzi
1893 -
Ha inizio in Austria la produzione di cemento-amianto.
1898 - in Inghilterra, nell'annuario delle Women
Inspectors of Factories, Lucy Dean descrive i pericoli a
cui sono esposti i lavoratori delle fabbriche dove si
manipola l'amianto; l'analisi microscopica delle particelle
mostra infatti che queste sono dotate di
uncini vetrosi e affilati e che, di conseguenza, una volta
inalate possono essere dannose per la salute.
Nei dieci anni successivi, le Women Inspectors
sottopongono all'attenzione del governo inglese i rischi a
cui sono sottoposti i lavoratori dell'amianto. L'allarme viene ignorato.
1906 -
Il dott. Montagne Murray del Charing Cross Hospital di
Londra attribuisce all'amianto i disturbi all'apparato
respiratorio di un paziente di 33 anni, che aveva lavorato
14 anni a contatto con la polvere di amianto, e che era
l'unico sopravissuto dei dieci colleghi che lavoravano
nella sua stessa unità. In Francia un Comitato di esperti
incaricato dal governo registra 50 morti sospette tra le
lavoratrici addette alla tessitura con fibre d'amianto. Il
governo britannico, pur essendo a conoscenza delle
segnalazioni di Deane e di Murray, pubblica un rapporto
sulle malattie legate all'industria, dove l'amianto non è
citato fra le possibili cause.
1911
- Dopo i primi esperimenti su topi, Merewether e
Price, dichiarano dannosa l'inalazione di quantità
consistenti di polvere d'amianto.
1914 - Le
prime norme in tema d'amianto promulgate in Italia sono
quelle dell'art. 1 R.D.L. n. 1278/1914, che ne vietano
l'esportazione.
1917
- Le autorità inglesi, a seguito di un'inchiesta nelle
fabbriche, si limitano a raccomandare di areare i locali.
1918
- Negli Stati Uniti e in Canada le compagnie di
assicurazione rifiutano per qualche anno di stipulare
polizze con industrie per danni d'amianto.
1927 - Con il R.
D. n. 530 del 14.04.1927 viene approvato il regolamento generale per l'igiene del lavoro il cui
art. 17 stabilisce che lo sviluppo e la diffusione
nell'ambiente di lavoro di
gas, vapori, odori, fumo o polveri deve avvenire, per
quanto possibile, vicino al luogo dove
si producono.
1928 - In questa epoca viene coniato il termine
asbestosi (per distinguere dalla tubercolosi la strana
malattia che colpisce chi lavora in mezzo alle polveri).
1929
- Con il R. D. n. 928/1929 viene istituita in Italia
l'assicurazione obbligatoria, a carico dei datori di
lavoro, contro le malattie
professionali.
1930 - Merewether e Price, su incarico del
Governo britannico, pubblicano uno studio da cui risulta
che il 66% dei lavoratori esposti all'amianto per 20 anni,
soffre di asbestosi.
1931
- In Gran Bretagna sono approvate le prime leggi che
prevedono il monitoraggio della salute dei lavoratori e i
risarcimenti per chi si ammala.
1932
- I sindacati lanciano l'allarme: l'amianto causa il
cancro ai polmoni.
1934 - Entra in vigore in Italia l'assicurazione
obbligatoria istituita nel 1929.
1938
- A seguito di numerosi studi, anche in Germania le
autorità riconoscono il legame fra amianto e cancro ai
polmoni.
1942 - R.D. n. 262, art.
2087:
"(Tutela delle condizioni di lavoro) L'imprenditore
è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le
misure che, secondo la particolarità del lavoro,
l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare
l'integrità fisica e la personalità morale dei
prestatori di lavoro".
1943 - Quando le sorti del
conflitto per l'Italia sembrano ormai segnate, viene
approvata la legge 455 che estende l'assicurazione obbligatoria contro le malattie
professionali alla silicosi e alla asbestosi.
1947 - Nell'Italia liberata, l'assemblea costituente
approva la Costituzione della Repubblica Italiana che
afferma all'art. 1 "l'Italia è una Repubblica
democratica fondata sul lavoro", tutelato in tutte
le sue forme ed applicazioni. (art. 35, Cost.)
"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini ìl
diritto al lavoro (art. 4) e "tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti
(art. 32) e subordina la libertà dell'iniziativa
economica privata alla "utilità sociale"
e "alla sicurezza, alla libertà e alla dignità
umana" (art. 41). Nonostante queste lungimiranti e
impegnative premesse, la legislazione repubblicana
continua a muoversi in continuità con la legislazione del
periodo fascista (che peraltro, se non poteva dirsi obsoleta negli
anni Venti, lo era sicuramente negli anni Cinquanta): le
lobby dei produttori dell'amianto e la sete di profitto
riescono così ad avere la meglio sulle esigenze di tutela dei lavoratori
dell'amianto
1955
- Nonostante i tentativi di impedirne la
pubblicazione, esce lo studio di Richard Doll sui
lavoratori della Turner nel distretto di Rochdale: chi
lavora a contatto dell'amianto per 20 anni, rischia il
cancro dieci volte di più rispetto al valore medio.
1960
- Slegs e Wagner pubblicano uno studio su 47 malati
di mesotelioma nelle aree minerarie del Sudafrica. 45 dei
quali erano stati a lungo a contatto con l'amianto.
1970
- Scendono per la prima volta le importazioni di amianto
grezzo in Gran Bretagna (da 170 000 a 150 000 tonnellate
annue)
1970 -
In Italia viene compilato lo
Statuto dei lavoratori (legge n. 300 "Norme sulla
tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della
libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi
di lavoro e norme sul
collocamento") che all'art. 9 sancisce: i lavoratori
mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare
l'applicazione delle norme per la prevenzione
degli infortuni e delle malattie professionali, e di
promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione
di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la
loro integrità fisica.
Ma anche questa proclamazione non trova applicazione negli ambienti di lavoro.
1979 - La medicina
ufficiale accerta che anche il tabacco e le radiazioni di
uranio causano tumori ai polmoni. Per i lavoratori
esposti all'amianto diventa più complicato chiedere i
danni al datore di lavoro. Hammond dimostra che
l'azione sinergica di fumo e amianto aumenta il rischio di
50 volte.
1983 - La Comunità Economica Europea (CEE)
emette la direttiva comunitaria 477. Poiché la direttiva non
è recepita
nel nostro Paese entro i termini previsti, nel 1989 sarà avviata la procedura
d'infrazione e l'anno dopo, l'Italia sarà condannata.
1986 - L'Agenzia internazionale delle Nazioni Unite per la
ricerca sul cancro (IARC) dichiara che tutti i tipi di
amianto sono cancerogeni e che pertanto non esistono
soglie di sicurezza per chi vi si espone.
1989 - Il governo degli
Stati Uniti mette al bando lavorazione, utilizzo ed
esportazione di gran parte dei prodotti a base di amianto.
1989 - Con la causa 240/89 la Corte di Giustizia
Europea, avvia la procedura d'infrazione a carico
dell'Italia per il trattamento disumano (o comunque non
adempiente degli obblighi internazionali) nei
confronti dei lavoratori esposti all'amianto.
1990 - La Corte di Giustizia Europea condanna la
Repubblica Italiana per non aver "adottato nel
termine prescritto i provvedimenti necessari ... per
attuare nell'ordinamento giuridico italiano interno la
direttiva del consiglio (19/09/1983) 83/477/CEE, sulla
tutela dei lavoratori contro i rischi connessi
all'esposizione all'amianto durante il lavoro" e per
essere venuta meno "agli obblighi imposti dal
trattato CEE".
1991 - Con il decreto legislativo 277 viene
finalmente recepita anche dalla Repubblica Italiana la
Direttiva Comunitaria 477/83/CEE. Ma manca ancora un censimento di tutte le vittime dell'asbestosi e
del mesotelioma. (Le soglie di esposizioni
proclamate nella direttiva comunitaria sono recepite negli
art. 24 e 31 del decreto legislativo 277).
Purtroppo queste norme, che dovevano costituire un impegno positivo per
il datore di lavoro, in Italia vengono strumentalizzate
per non applicare i benefici contributivi di cui
all'articolo 13, comma 8, legge 257/92. E'
infatti praticamente impossibile verificare queste
condizioni dopo decine di anni dalla trasformazione dei
luoghi di lavoro. D'altra parte dato che le fibre inalate
restano nell'organismo per tutta la vita e si sommano con
eventuali nuove fibre, è evidente che anche basse
concentrazioni e sporadiche esposizioni possono avere un
ruolo acceleratore nell'anticipazione dell'evento
letale.
1992 - Viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la
Legge 257 "Norme relative alla cessazione
dell'impiego dell'amianto". Ma già il suo primo
articolo ne contraddice il titolo: "sono
vietate l'estrazione, l'importazione, la
commercializzazione e la produzione di amianto, di
prodotti di amianto o prodotti contenenti amianto" (si omette
invece ogni disposizione per vietarne l'uso, per
eseguire bonifiche e per salvaguardare la salute,
evitandone l'esposizione).
1996 - La battaglia operaia per ottenere giustizia
ha inizio a Sesto Marelli (Milano), con un'assemblea
cittadina all'interno della Cascina Novella occupata. Nel
volantino di convocazione: TUMORI E MORTI SOSPETTE: COSA
SUCCEDE ALLA BREDA. Partecipa fra gli altri Silvestro
Capelli, un operaio appena uscito dell'ospedale dopo aver
subito un'operazione alla gola per l'asportazione di un
tumore. I rappresentanti della scienza medica, finanziati
nelle loro ricerche dalle multinazionali, tentano di
dimostrare che le concause (il fumo delle sigarette, la
cattiva alimentazione, il contatto con altre sostanze
cancerogene fuori dall'ambito lavorativo), possono essere
più rilevanti della causa scatenante. Le autorità cittadine
non intervengono
1997 -
Il 4 giugno è istituito il "Comitato per la
Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio" con sede a Cascina Novella Occupata,
Sesto San Giovanni, viale Marelli 225. Il Comitato elegge
a presidente uno dei suoi soci fondatori, l'operaio della
Breda, Michele Michelino.
Il 10 luglio, dopo un mese e mezzo di lotte viene depositata in via Carducci una
targa di marmo con la scritta:
A PERENNE RICORDO
DI TUTTI I LAVORATORI
MORTI A CAUSA
DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA
ORA E SEMPRE RESISTENZA.
I COMPAGNI DI LAVORO
DI SESTO SAN GIOVANNI
Nel mese di agosto e nella prima metà del
mese di settembre la Cascina Novella Occupata viene
ripetutamente sgomberata dalla polizia e rioccupata.
Alla fine di novembre arriva la notizia
dell'archiviazione di cinque delle prime denunce-querele
presentate dal "Comitato".
1997 -
Il Canada, grande esportatore di amianto, denuncia
la Francia davanti al WTO per un decreto di messa al bando
dell'amianto.
Dopo la sentenza favorevole alla Francia, il Canada
ricorre in appello, ma perde ancora. Finalmente, nel 2001
arriverà la sentenza definitiva: essa stabilisce che l'amianto
è cancerogeno in tutte le sue forme, anche in minime
dosi, e che gli Stati non sono tenuti a ricercare il consenso della comunità scientifica prima di vietarne l'impiego e
la circolazione.
1998 - Aumenta il numero dei lavoratori
dell'amianto che si ammalano alla Breda, alla Marelli,
all'Ansaldo e alla Falk; muore per un cancro al polmone un
lavoratore della Breda e il numero delle vittime sale a
34. Ma le denunce del "Comitato" continuano a essere
archiviate.
1999 - Il pubblico ministero titolare
dell'inchiesta dei morti per tumore in Breda riceve una delegazione del
"Comitato" e assicura che le indagini stanno proseguendo. Per
sostenere le spese viene proposta una sottoscrizione
straordinaria a tutti gli associati.
1999 - 2001 - Sono archiviate altre denunce e viene
ignorata la richiesta di un incontro formale in merito
all'indagine in oggetto. Lo stesso titolare dell'inchiesta
che aveva dichiarato di voler procedere al rinvio a
giudizio di sei esponenti della Breda Fucine, non solo
dichiara di non aver emesso, (dopo quattro anni di
indagini), alcun decreto di rinvio a giudizio, ma comunica l'avvenuta archiviazione
delle denunce per le morti di molti lavoratori, scrivendo
che essa" è astrattamente riconducibile
all'amianto".
2001 - Nel mese di febbraio, circa 300 persone si
incontrano all'assemblea del "Comitato" a Spazio Arte
(una
struttura del consiglio di quartiere). Ex operai della
Breda, famigliari dei lavoratori morti, lavoratori
dell'Ansaldo e della Falck, delegazioni di altri comitati
sorti nella zona ribadiscono che la salute
e la vita umana vengono prima di ogni interesse economico.
Anche esponenti politici del comune di Sesto San Giovanni,
cominciano e rendersi conto che l'amianto continua a far
strage.
E il "Comitato" denuncia: " ... il ricatto era: la salute o il posto di lavoro,
vuoi morire fra 20 - 30 anni o vuoi morire di fame domani?
Ma nel marzo anche il comune di
Sesto San Giovanni cambia posizione e comunica la decisione dell'Amministrazione
di costituirsi parte civile.
Continua anche il rapporto con l'ASL di
Sesto San Giovanni a cui il "Comitato" consegna un'altra
lista di nominativi di venti lavoratori deceduti per
tumore polmonare (16 della Breda Fucine, 2 della Breda
Ansaldo, morti a 50 anni per mesotelioma pleurico), 1
della Ercole Marelli, deceduto per mesotelioma e infine
anche 1 abitante della città che non era mai entrato in
fabbrica, anche lui morto di mesatelioma a 49 anni.
2001
- Nel mese di giugno è respinta la richiesta di
archiviazione della denuncia di Silvestro Capelli per le
lesioni procurategli dall'amianto e nel mese di ottobre
vengono
iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di
omicidio colposo, 36 dirigenti della ex Breda
Ferroviaria e dell'Ansaldo, per la morte di Giancarlo
Mangione, dovuta a mesotelioma pleurico.
Nel novembre dello stesso anno inizia il processo intentato
dai familiari di sette lavoratori esposti all'amianto, contro i dirigenti della
Breda Fucine di Sesto San Giovanni.
2002 -
Nel mese di marzo viene tenuta la terza udienza del
processo: testimoniano in aula due esponenti della ASL
di Sesto San Giovanni che, in quanto tecnici dello SMAL
(Servizio di Medicina Preventiva per gli Ambienti di Lavoro)
avevano sottoscritto alcuni dei documenti in cui si
denunciava il massiccio uso di amianto in alcuni reparti
della Breda Fucine.
Durante la stessa udienza viene accettata la costituzione di parte civile del
Comune di Sesto San Giovanni. Si viene così a rompere il
muro di omertà che fino a quel momento era stato
innalzato da padroni, governo, partiti, sindacati, e
istituzioni territoriali, per difendersi dalle accuse del
"Comitato".
Dal 27 al
30 dicembre dello stesso anno, tre membri dello stesso "Comitato", sulla base
di racconti dei lavoratori e di documenti ASL, riescono
a preparare
la documentazione per promuovere le prime 33 cause contro
INAIL
e INPS.
L'INAIL sosteneva ancora, fra l'altro, la validità
della soglia delle "100 fibre/litro" (ignorando
che l’Agenzia delle Nazioni Unite IARC aveva dichiarato
fino dal 1986 la non esistenza di soglie di sicurezza per
chi lavora l’amianto). In Italia d'altra parte, la
stessa legge delle 100 fibre/litro, continuava ad essere
utilizzata perfino per far chiudere o per attuare
prepensionamenti in aziende che non avevano niente a che
vedere con l'amianto!
2002
- Alla fine del mese di marzo hanno inizio le 16
testimonianze dei familiari dei lavoratori uccisi
dall'amianto e dei testimoni della difesa dei due dirigenti
della Breda Fucine: Vitantonio Schirone e Umberto Marino.
Nel mese di settembre, dopo 10 udienze, sembra concludersi
la fase dibattimentale del processo che ha messo a confronto
due verità: da una parte i testimoni e i consulenti dei
dirigenti della Breda, che fino all'ultimo cercano di
minimizzare le responsabilità dei loro assistiti;
dall'altra la verità dei lavoratori che con i documenti e
le prove prodotte in aula evidenziano le responsabilità
dello staff aziendale e di un intero sistema industriale che
aveva anteposto il profitto alla vita e alla salute dei lavoratori.
Il 18 ottobre 2002, lo stesso giorno dello sciopero generale della
CGIL contro l'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei
lavoratori (giusta causa per i licenziamenti nelle aziende
con più di 15 dipendenti), il giudice emette un'ordinanza
in cui dispone un supplemento di indagine sui risultati del Convegno medico di
Helsinki del 1997 e rinvia l'udienza al 23 ottobre.
Nel frattempo però, la determinazione del "Comitato" nel
perseguire l'obiettivo di ottenere giustizia per i compagni
di lavoro, cominciava ad attirare
attenzioni e simpatie anche al di fuori del mondo del lavoro
di Sesto San Giovanni. Fra gli altri entra in contatto con
il Comitato un gruppo di giovani attori "di
strada" (La Compagnia degli Stracci) che portano
la realtà della fabbrica e lo sfruttamento operaio nei loro
spettacoli.
2003
- Il 19 settembre inizia, presso il tribunale di Milano
il processo ai 19 dirigenti della Breda Ferroviaria/Ansaldo
imputati di omicidio colposo per la morte dell'operaio
Giancarlo Mangione.
2003 - Alla fine di settembre il governo Berlusconi,
approva il decreto legge "Benefici
previdenziali ai lavoratori esposti all'amianto"
che vanifica la legge 257, approvata nel 1992,
modificandone tre punti fondamentali:
- i sei mesi di benefici previdenziali, riconosciuti per
ogni anno di esposizione all'amianto, sono ridotti a
tre;
-
l'esposizione all'amianto viene riconosciuta solo se si
dimostra la presenza nell'ambiente di lavoro di una
concentrazione media annua non inferiore a 100
fibre/litro, come valore medio su otto ore al giorno (è
così annullato, fra l'altro, il diritto al beneficio per i
turnisti che ne restano
esclusi per il solo fatto di usufruire della pausa
mensa);
-
e, infine, i pochi mesi da riconoscere
dopo i tagli suddetti, non sarebbero più serviti al lavoratore
per andare in
pensione un po' prima, ma solo per ottenere una rivalutazione dell'importo delle
sue prestazioni
pensionistiche.
Le nuove norme vengono estese anche ai lavoratori iscritti
ad enti diversi da INPS e INAIL, mentre ai 60 mila
lavoratori, già riconosciuti dall'INAIL come esposti al
rischio amianto, viene tolto il diritto di presentare
domande di prepensionamento all'INPS.
2003
- Contro queste modifiche insorgono in tutta Italia i
lavoratori, organizzando scioperi e manifestazioni di
protesta: il 24 dicembre viene finalmente approvato un emendamento in
favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data
del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei
benefici previdenziali.
2003 -
Avvengono infine alcuni
strani fatti (la richiesta d'archiviazione di numerosi
casi di decesso per mesotelioma pleurico, il furto, all'università di Pavia, del computer contenente
i dati della perizia) che sembrano anticipare l'assoluzione dei due
dirigenti Breda, Vito Schirone e Umberto Marino accusati
di omicidio colposo per la morte di sei lavoratori e di lesioni gravissime a un settimo.
In effetti il 13 febbraio, gli imputati vengono
assolti, "perché il fatto non
sussiste": il
dibattimento, durato quattordici mesi, è servito solo
a mettere in evidenza la totale mancanza di sicurezza in
cui operavano i lavoratori della Breda Fucine di Sesto San
Giovanni.
Al "Comitato" non resta altro che proseguire la
sua battaglia di civiltà per garantire a tutti il diritto a
lavorare in sicurezza.
2004 - Il 12
marzo, il prof. Giuseppe Rivolta, della Clinica del Lavoro
di Milano, su incarico della procura della
Repubblica di Milano, relaziona sulla patologia
di Giancarlo Mangione, e, dopo aver evidenziato la sicura
esposizione del lavoratore all'amianto, fa alcune affermazioni
sul periodo di latenza (primo biennio di lavoro) e sull'ininfluenza di
eventuali esposizioni successive
sulla probabilità di comparsa del tumore.
Si tratta di dichiarazioni poco condivisibili (e che saranno
smentite meno di due mesi dopo dall'intervento del dirigente ASL Totire
Vito), ma che aiuteranno lo stesso la difesa dei dirigenti della
Breda-Ansaldo.
2004 - Nella
primavera viene costituita la rete Cittadina della Salute,
di cui fa parte, assieme ad altri comitati, anche il "Comitato"
di Sesto San Giovanni.
2004
- Il 5 maggio viene chiamato a deporre, per la parte
civile - il medico del lavoro Vito Totire dell'ASL di
Bologna che esprime pareri scientifici nettamente diversi
da quelli del consulente del tribunale prof. Rivolta,
sulle tre questioni fondamentali: latenza, conoscibilità
ed effetti delle esposizioni multiple nel tempo. Per
quanto riguarda in particolare gli effetti delle
esposizioni successive di amianto, il medico dichiara che la comunità scientifica è unanime nel
sostenere che per l'amianto non esiste una soglia di
sicurezza verso il basso, ma che più aumenta
l'esposizione più sarà alta l'incidenza di tumori
polmomonari o di mesotelioma della pleura o del
peritoneo.
2004
- Il 1° luglio la procura di Milano chiede la
condanna a 18 mesi di reclusione per 9 dei 12
dirigenti sotto processo. Le udienze successive
saranno monopolizzate dai numerosi difensori dei dirigenti
sotto processo che cercano di smontare le tesi del
"Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di
Lavoro e nel Territorio".
2004
- Nel mese di novembre una
delegazione del Comitato partecipa alla
Conferenza Nazionale non Governativa
sull'Amianto a Monfalcone: al tavolo della presidenza
siedono rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, e di diverse
forze politiche, ma mancano i rappresentanti dei numerosi
Comitati dei lavoratori esposti all'amianto, presenti in
sala. Le contestazioni della platea nascono alla fine della prima giornata dei
lavori. Nella giornata successiva le analisi e le
critiche appaiono volutamente riferite al governo di
centro destra. (In effetti anche il
governo di centro sinistra aveva sempre subordinato le esigenze dei
lavoratori esposti all'amianto, alle compatibilità di
bilancio, sia delle aziende che dello Stato).
In conclusione anche
la Conferenza di Monfalcone rafforza, con le sue
manovre diplomatiche, la convinzione che il risveglio
della coscienza sociale su un grande e tragico problema
del lavoro come quello dell'amianto, vada affidato più alla
coscienza di lavoratori e cittadini che alle
istituzioni politiche e sindacali del Paese.
A Milano, la Compagnia degli Stracci porta in scena "I
73 morti di Sesto, la storia delle tute blu",
sottotitolo: "Breda: a teatro la sentenza è scritta:
qui di lavoro e d'amianto si muore".
2004
- Il 16 dicembre è il giorno della sentenza così a
lungo attesa: ma l'udienza ha inizio mezz'ora prima
dell'ora stabilita e viene conclusa molto rapidamente,
rimandando la lettura della sentenza al 5 gennaio
2005.
Proprio in quei giorni, al Parlamento si discute la legge
"salva Previti" la legge che sancisce - attraverso
il meccanismo della prescrizione di alcuni reati (fra cui
l'omicidio colposo) - la non punibilità degli imputati
anche nel caso di sentenza favorevole alle vittime di tali
reati.
2005 - Il 5
gennaio, il giudice, dopo aver letto i nomi degli imputati può quindi dichiarare di "non doversi procedere
contro i nove inputati per
intervenuta prescrizione a seguito del riconoscimento
delle attenuanti generiche". Gli altri tre dirigenti
sono assolti per non aver commesso il fatto.
2008 – Il 16
novembre, Il “Comitato” di Sesto San Giovanni, e l’Associazione Italiana Esposti Amianto,
del Friuli Venezia Giulia, si rivolgono alla Corte Europea per i Diritti
dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo, per presentare ricorso contro il governo italiano e
l’INAIL per violazione delle norme costituzionali e comunitarie.
Si concludono così dodici anni di
lotte che dimostrano nei fatti come il sistema economico,
politico e sociale italiano si sia dato leggi che, anche quando obbligano a
riconoscere la colpa di chi mette il profitto prima della vita umana, riescono
comunque ad assicurare la non punibilità dei responsabili.
2009 – Dall’1
al 3 ottobre si svolge a Taormina (Sicilia), la conferenza mondiale
sull’amianto. Alla sessione studi epidemiologici, aspetti legali e
associazioni, partecipa anche un rappresentante del “Comitato” di Sesto San
Giovanni. Nello stesso anno viene anche aperto il sito internet del Comitato: http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com
***
Presentazione
del documentario poetico Arrakis,
tributo dell'autore, Andrea Di Nardo, alle vittime di un progresso industriale basato solo sulla sete di profitto.
La voce del laringectomizzato Silvestro Capelli,
ex operaio della storica Breda Fucine, racconta in Arrakis:
"Tutti sapevano e nessuno ha parlato ... Lo sapevano
i sindacati. Lo sapeva la direzione dell'azienda. Lo sapeva
l'Assessorato alla Sanità. lo sapevano tutti, e non gli
operai che c'erano dentro. E così ci hanno condannato a
morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo
all'interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono
state costruite sotto una campana di vetro. Ma anche i cittadini di Sesto,
quelli di Monza, quelli di Cinisello, di Bresso di Cormano, di Cologno, di
Milano.
La polvere che uccide.
Voi mi avete tolto la voce.
Questa è la mia nuova voce.
Io qui rimango.
E grido tutto il mio disprezzo
per quello che ci avete fatto"
***
E
la lotta contro l’amianto continua
Al
processo Eternit, che si terrà a Torino nel 2010 parteciperanno
oltre 760 parti civili, tra persone fisiche, enti pubblici e
associazioni.
Sarà presente fra queste, anche il “Comitato” di Sesto San Giovanni, per impedire che la prescrizione breve (nota anche come “processo
breve”), una volta divenuta legge dello Stato, possa riuscire a cancellare di
fatto anche i reati da lavoro, concedendo ancora una volta l’impunità agli assassini che hanno sacrificato
al profitto migliaia di vite umane, e togliendo ogni speranza di giustizia
a lavoratori ammalati o deceduti e ai loro famigliari.
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